#DiscepolidiEmmaus III^ Settimana

Lc 24, 28-35

 

28 Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

RIFLESSIONI

 

Vicini al villaggio (quasi arrivati a casa diremmo) chiedono a Gesù di restare. Chi fa un’esperienza di condivisione intensa con qualcuno vorrebbe che continuasse. 

Per i discepoli il tratto di strada fatto con Gesù (paragonabile ad una route se vogliamo) è stato talmente straordinario che fanno di tutto per convincerlo a restare, e lui… accetta

Pensiamo che anche a noi, come ai discepoli di Emmaus ci viene offerta questa opportunità… (i percorsi di formazione, di catechesi, la scuola della parola, gli incontri biblici ecc… che la chiesa e l’associazione stessa ci offrono). 

Con onestà dobbiamo domandarci:

Come li consideriamo? 

Siamo disposti a lasciarci guidare dalla Parola? La parola che illumina il cammino la prendiamo seriamente in considerazione?  

Anche la stessa partecipazione alla messa, invita a metterci all’ascolto della parola e qualche volta capita di viverla “un pò distrattamente”,  è accolta con desiderio autentico?

Nelle nostre comunità capi, negli staff, quanto spazio diamo per la formazione cristiana? Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre Lui conversava con noi?

(Ricordiamo anche il patto associativo sulla scelta cristiana).

 

E Gesù entra per rimanere… (Lc 24,29)

Entra nella nostra vita, personale, comunitaria per restare con noi

*Entra, con discrezione, per dare fiducia rinnovata alla nostra esistenza. 

*Entra per darci forza con il suo Spirito e superare gli ostacoli del cammino con coraggio. *Entra invitandoci a fare “comunione con Lui” con il pane spezzato, cibo di se stesso che nell’Eucaristia si svela nella sua essenza di dono totale per ognuno. 

I discepoli lo riconobbero nello spezzare il pane, e lo riconobbero grazie all’esperienza vissuta nell’ascolto autentico della Parola accolta nella propria vita.

 

Egli sparì dai loro occhi ma non dal loro cuore e dalla loro vita. 

Fecero così ritorno non più a Emmaus, ma a Gerusalemme da dove erano partiti (Gerusalemme cambia prospettiva: prima luogo di delusione, ora di speranza e rinnovamento). 

La Gerusalemme è la nostra vita, il nostro tempo, la nostra voglia di ripartire con fiducia da noi stessi e con coloro che compiono con noi la strada, route della vita.

Ritornano dagli undici che avevano “abbandonato e dimenticato”, rincuorati e desiderosi di riprendere la vita da un’altra prospettiva, quella della speranza e dell’impegno. Avevano compreso che bisognava superare la diffidenza e aprirsi all’accoglienza dello Spirito del risorto che aveva dato loro una novità di vita.

Anche per noi viene offerta sempre questa opportunità.

E noi, quando accogliamo lo Spirito del Signore vivremo la gioia di una vita rinnovata: Ecco la Pentecoste! 

 

Se vuoi approfondire puoi guardare questo video:

 

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