Relazione Branca R/S

Parte 1: Verifica personale dei capi partecipanti allo stage

I valori emersi dalle riflessioni personali dei capi sono stati i seguenti:

CONDIVISIONE, ESSENZIALITA’, FRATELLANZA e RICCHEZZA.

A prescindere dal settore tecnico di partecipazione, tutti i capi coinvolti hanno manifestato un forte entusiasmo derivante dall’esperienza stessa che, per alcuni, ha rappresentato un momento di “ricarica” e  di “recupero energie”, e una forte “spinta motivazionale”, per continuare ad agire con i propri ragazzi. Accanto a ciò, da molti è stato sottolineato che l’ aspetto dominante nei giorni dello stage è stato quello dell’essenzialità: si è sperimentato come “con quasi nulla si può fare molto”, considerazione questa strettamente connessa alla dimensione FEDE, al nostro rapporto con Dio Padre, che costantemente si prende cura di noi e ci permette di “spostare una montagna se solo avessimo un granello di fede”. Il contatto diretto con la natura (vissuto nel gruppo ESPLORAZIONE) e lo stile di vita sano (vissuto nel gruppo HEBERTISMO) hanno permesso di entrare naturalmente in contatto con il Signore, di porsi domande di senso tra la meraviglia del creato e la scoperta delle straordinarie potenzialità del nostro corpo.(In Branca RS purtroppo mancavano capi partecipanti al settore ESPRESSIONE).

Durante lo stage, inoltre, si è cercato di capire, sperimentandolo su se stessi, cosa può provare un ragazzo in questi contesti, e si è colta la consapevolezza che attraverso l’uso intenzionale delle  tecniche si può riuscire ad educare alla PROGETTUALITA’, alla CONCRETEZZA e alla GRADUALITA’, stili comportamentali particolarmente necessari oggigiorno per contrastare la mentalità diffusa del “ tutto e subito”; e per  favorisce il riconoscimento dell’altro come fonte di arricchimento reciproco ( “non si ha tanto bisogno delle cose quanto delle persone”; “l’esperienza è vera solo se condivisa”, ecco alcune frasi esplicitate e riportate testualmente).

– Parte 2: Identikit del rover e della scolta

I nostri ragazzi sono curiosi, bisognosi di ascolto e con una grande voglia di fare esperienze. Cercano stimoli continui per superare i propri limiti e per credere maggiormente in sé stessi, anche se la gran parte di loro non conosce realmente il proprio potenziale. L’insicurezza che spesso denotano deriva principalmente dalla “solitudine”che purtroppo vivono, a molti ragazzi infatti manca un SUPPORTO FAMILIARE (sono sempre più numerosi i genitori che sostituiscono la propria presenza, fondamentale per aiutare i figli a crescere sani affettivamente e moralmente, con il dare una variegata scelta di cose materiali); a ciò si affianca una CRISI VALORIALE che investe la società intera. Di conseguenza, si rende necessaria un’ACUTA CAPACITA’ dei capi nel saper leggere e  ben interpretare la  realtà giovanile e i profondi bisogni di cui ogni ragazzo e portatore. E’ fondamentale, pertanto, rafforzare la relazione CAPO-RAGAZZO, imparare a comunicare anche con i nuovi linguaggi;   stimolare nei giovani la capacità di PROGETTARE e PROGETTARSI, proporre loro nuove e motivanti ESPERIENZE educative, ma i capi sono,soprattutto, chiamati a rispondere ad una sfida importantissima, quella di aiutare i ragazzi a scoprire, ritrovare o consolidare il loro rapporto con Dio. Dobbiamo puntare in alto: all’ESSERE , per smantellare le finzioni dell’apparire, ricordando a noi stessi costantemente che solo “la Verità ci farà liberi”.

–  Parte 3: Come le tecniche si inseriscono nel metodo di branca

La discussione non è entrata nello specifico degli strumenti di branca, ma si è soffermata sugli aspetti educativi che queste tecniche permettono di fare emergere trasversalmente nelle varie attività proposte quindi, a prescindere dallo strumento adottato, esse riescono a promuovere nei ragazzi: il gusto dell’essenzialità, la capacità di adattamento, la relazione con l’altro, il sentirsi comunità, il senso di responsabilità, il mettersi “in cammino sulla strada” e il rispetto del “luogo da cui si passa”. Al di sopra di tutto, inoltre, queste tecniche ci aiutano ad alimentare la FIDUCIA in se stessi e l’importanza della  PROGETTAZIONE. Questo sviluppa il senso critico e la scoperta di una FEDE e di un PROGETTO più alti da cui attingere, per dare pieno senso alla vita e viverla in modo FELICE.

I capi, quindi, più che acquisire le COMPETENZE da trasmettere, devono imparare a vivere le competenze, esse devono diventare un loro bagaglio esistenziale da testimoniare e non devono rimanere solo capacità fine a se stesse. ESSERE, piuttosto che avere, poiché le cose che si sanno fare devono essere espressione di ciò che realmente siamo.

                    BUONA STRADA A TUTTI!!!!!!!!