Cantieri di Catechesi dell’Agesci – “Catechesi narrativa”

E’ una rete, che dalla prua di una barca viene lanciata dalle mani di un pescatore e raggiunge il profilo dell’acqua. L’immagine, logo dei Cantieri nazionali di catechesi, richiama il Capitolo 5 di Luca e stabilisce, una volta per tutte, la relazione di fiducia tra Gesù e Pietro. Ed è fiducia quella chiesta ai 400 partecipanti ai Cantiere di Acireale, Verona e Roma che dal 6 all’8 Dicembre hanno “cercato” delle tracce per avviare l’esperienza dei cantieri. fidandosi delle indicazioni degli animatori dei diversi gruppi. Così ad Acireale (eravamo presenti a questo cantiere) i Capi dei Lupetti e Coccinelle hanno cercato le tracce fra strutture ed esperienze di accoglienza rivolte a minori e persone in difficoltà; i Capi degli Esploratori e Guide hanno cercato le tracce nelle testimonianze di una suora, di un ex Sindaco e di un Capo raggiunto dalla vocazione all’educazione nello scautismo in tarda età; Maestri dei Novizi, Capi Clan e Capo Fuoco hanno invece cercato, attraverso la narrazione della propria esperienza, accompagnata dal simbolismo e aiutata dalla relazione tra i partecipanti, il legame tra la scelta di essere Capo e la chiamata di Dio. La lettura dell’intero Vangelo di Marco ha accompagnato le ultime ore della giornata e i primi minuti del giorno 7 dicembre 2014.

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7 Dicembre, è Domenica anche ad Acireale! La preghiera introduce questa giornata le cui parole sono prese in prestito dal Salmo 84(85) e poi ogni “cantierista” richiama il brano di Vangelo che più rappresenta un momento particolare della propria vita. Si comprende così come Gesù entra in dialogo con noi, quanto la sua storia sia la storia di una umanità continuamente alla ricerca di senso. Così la Domenica dei 100 Capi convenuti ad Acireale diventa l’interpretazione di una esperienza vissuta il giorno prima e ci si accorge di essere stati visitati da Gesù e interpretati da Lui tutte quelle volte che abbiamo detto un si ad un incarico, ad una consegna, al servizio cui siamo stati chiamati. La mattinata continua con Francesco Bonanno (biblista laico) che offre le coordinate per comprendere come e quando il Vangelo di Marco è stato scritto e trasferisce ai convenuti alcuni dettagli utile per contestualizzare lo scritto dell’Evangelista. Poi la ricostruzione dell’esperienza vissuta il pomeriggio di Sabato le cui attività si sono rivelate la riproposizione di alcuni brani del Vangelo di Marco che hanno saputo accostare il racconto del Vangelo con quello della nostra vita. L’esercizio per la costruzione di una proposta di catechesi narrativa ha scandito il pomeriggio di domenica secondo le coordinate dell’Esperienza – Simbolo – Concetto e del considerare l’EVENTO (biblico) unito alle PAROLE (delle Scritture) che restituiscono il SIGNIFICATO (originale e quello da accostare alla propria vita). Segue la Santa Messa dove il Confesso, l’Omelia e il Congedo, sono stati l’espressione di un lavoro comune che ha manifestato le sensibilità che il lavorare a servizio dell’educazione produce.

Chiediamo ad Antonella Rossi (Capo Campo dell’evento) di condividere con noi le sue sensazioni che esprime attraverso delle parole di fiducia verso questo processo di formazione e afferma che “ha visto tanta ricchezza che ha bisogno di essere ordinata e orientata ad una tensione continua verso la formazione”. Concorre alla fiducia la presenza di tanti Capi giovani impegnati a cercare sostegno al loro compito di Capi catechisti.

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Don Andrea Meregalli, Assistente Ecclesiastico nazionale di Branca Esploratori e Guide ci ha rivelato le proprie aspettative: “Spero che il cantiere possa essere l’occasione perché il metodo narrativo diventi uno strumento per un nuovo linguaggio per la trasmissione della fede e l’annuncio del Vangelo e che i Capi sappiano leggere questa occasione non come una invenzione ma in continuità con le esperienze passate che continuano a tracciare l’orizzonte di una nuova grammatica della catechesi”.

Lunedì 8 dicembre la preghiera comincia con il canto “Eccomi” e le lettere scandite di questa parola diventano testimonianze singolari di Capi sul loro Eccomi al servizio educativo. I lavori di Gruppo finali, La Messa e il mandato finale hanno concluso questa esperienza e hanno rilanciato il lavoro di quanti sono impegnati a sostenere e incoraggiare i Capi a raccontare Gesù dentro la proposta educativa scout.

Gino Arcudi